Tu cosa vorresti?

di Dott. Giovanni Ruggiero · 23 Marzo 2021

Nella professione di psicoterapeuta, noto spesso che le azioni o le intenzioni delle persone che vengono in studio, s’infrangono davanti a una domanda, piuttosto consueta a dir la verità, ed è questa: “ma in questa situazione che mi hai raccontato, tu che cos’è che vorresti?” la risposta è spesso, sin troppo spesso, “Vorrei che lui, lei, capisse” oppure qualcosa tipo “vorrei che lei, lui facesse questo o quello per me”.

Bene; la brutta notizia, su cui ti consiglio di riflettere, è questa: le persone non capiscono. E soprattutto non capiscono perché lo vogliamo noi. Non abbiamo questo potere.

Gli altri non vogliono capire, perché magari sono troppo convinti della propria idea; non sanno capire, perché quello che vorremmo è così lontano dal loro sistema di valori che risulta davvero impossibile da affrontare e digerire. E sono solo due esempi.

È un concetto che nella sua semplicità è disarmante, da far proprio invece, si dimostra quasi impossibile.

Rifletti con me: se fosse così facile per qualcuno capire qualcosa, il mio lavoro sarebbe così: “non devi fare cosi, altrimenti poi soffri, hai capito?” okay, a posto, tutto finito. Tutto sarebbe semplicissimo: pensa a chi deve iniziare un regime alimentare più o meno restrittivo: “devi mangiare meno, altrimenti rischi l’infarto, capito?” certo che ha capito, poi la storia di fallimenti nelle diete è una faccenda nota. “Devi smettere di fumare, altrimenti ti viene il cancro, hai capito?” certo che ho capito: fumare uguale cancro, non è difficile. E anche qui, quanti ne conosci che anche davanti a slogan sui pacchetti di sigarette, immagini di tumori e affini, hanno smesso di fumare perché hanno capito?

Capire, capire con la testa, è qualcosa che difficilmente porta a un cambiamento di atteggiamenti e comportamenti. Ma il punto cruciale è che una persona non capisce, solo perché qualcuno glielo spiega, almeno nell’ambito psicologico.

Capire significa vivere qualcosa, emozionarti, soffrire, gioire e poi creare una cornice che ti permetterà di far tuo un cambiamento; in altre parole devi fare esperienza di qualcosa e a quel punto sarai tu stesso a capire, senza che nessuno ti spieghi nulla, perché l’hai toccata con le tue emozioni. Quindi non aspettarti che siano gli altri a riuscire a capirti, perché non ne sono in grado. Soprattutto, e questa è l’altra brutta notizia, alle persone non interessa fare qualcosa per noi, solo perché lo chiediamo o lo diciamo noi.

Fritz Perls diceva che “le persone non sono al mondo per soddisfare le nostre aspettative, e noi non siamo al mondo per soddisfare quelle degli altri”.

Puoi appoggiarti agli altri, certo, puoi chiedere un supporto: ma quello che vuoi quando ti trovi nelle situazioni di vita difficili o di sofferenza, lo vuoi tu, lo vuoi da te stesso e lo vuoi per te stesso.

Dott. Giovanni Ruggiero

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